Great Resignation

Il fenomeno del “Big Quit”, ovvero l’uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti

Si sta sentendo sempre più parlare di “Great Resignation”, fenomeno “Big Quit” e che rappresenta l’attuale tendenza di molti dipendenti di lasciare volontariamente il lavoro.

 
Questo fenomeno è stato riscontrato a partire dalla primavera del 2021, principalmente negli Stati Uniti, ma ormai coinvolge anche altre aree come l’Europa.
Le dimissioni sono state caratterizzate come una prima risposta alla pandemia di COVID-19, ma il punto è che le persone si stanno continuando a dimettere a livelli mai visti in passato, come dimostra il grafico mostrato.
 
Se all’inizio della pandemia, il mercato del lavoro era pieno di incertezze e licenziamenti di massa (milioni di persone hanno perso il lavoro e quelli abbastanza fortunati da rimanere occupati sono rimasti al loro posto per sopravvivere), ora che ci rivolgiamo alla ripresa, i lavoratori in posizioni privilegiate che non vivono di stipendio stanno pensando di lasciare il lavoro (o l’hanno già lasciato).
 
Proviamo a capire meglio le caratteristiche del fenomeno.
  1. I tassi di dimissioni sono più alti tra i dipendenti a metà carriera: i dipendenti tra i 30 e i 45 anni hanno registrato l’aumento maggiore dei tassi di dimissioni, con un aumento medio di oltre il 20% tra il 2020 e il 2021.
  2. Le dimissioni sono più alte nei settori tecnologico e sanitario: uno studio della Harvard Business Review ha identificato differenze drammatiche nei tassi di turnover tra aziende di diversi settori. Mentre le dimissioni in realtà sono leggermente diminuite in settori come la produzione e la finanza, il 3,6% in più di dipendenti dell’assistenza sanitaria ha lasciato il lavoro rispetto all’anno precedente e nel settore tecnologico le dimissioni sono aumentate del 4,5%. In generale, abbiamo la ricerca ha rilevato che i tassi di dimissioni erano più alti tra i dipendenti che lavoravano in settori che avevano registrato aumenti estremi della domanda a causa della pandemia, portando probabilmente a un aumento dei carichi di lavoro e al burnout.
 

Chiaramente, ora il tema per le aziende è quello di affrontare gli effetti a catena della pandemia e rivalutare come trattenere i talenti.

 
Insomma, i manager stanno ora affrontando gli effetti a catena della pandemia, mentre i dipendenti rivalutano le loro carriere e lasciano il lavoro in numeri record.
Queste tendenze evidenziano l’importanza, per ciascuna azienda, di capire perché le persone se ne stanno andando e cosa si può fare per frenare il fenomeno.
 

Mentre per un lavoratore che vuole crescere professionalmente, la “Great Resignation” può insegnare due cose:

  • come posso sfruttare questo periodo di grandi opportunità
  • come posso evitare di imboccare un lavoro che generi la stessa insoddisfazione che sta portando oggi altri lavoratori a lasciare la propria occupazione.
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